Inaugura la mostra di Guido Pertusi presso la Fondazione Atm di Milano

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Apre i suoi battenti la mostra, facente parte del progetto artistico Internazionale dal titolo Nuovo Atlante Delle Arti – Sette (Indagine sull’Arte Europea), ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, nonchè Giornalista e Critico de “Il Giornale” fondato da Indro Montanelli. Nella mostra dal titolo “Simboli Germinali”, che verrà ospitata presso la Fondazione ATM di Via Farini 9, dal 7 febbraio al 22 marzo 2022, saranno presenti le opere di Guido Pertusi. Interverranno all’evento, Giuseppe Natale Presidente della Fondazione ATM, Francesco Caroprese Fond. ATM e Vicepresidente Ordine Giornalisti della Lombardia e il Prof. Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea.

Queste le parole di Carlo Franza sull’artista: “Per Guido Pertusi l’informale è stato nell’ultimo decennio del suo lavoro uno slittamento provvisorio, un passaggio fra la sottomissione formale e la spoglia poetica del vuoto, almeno nei quadri spogli e monocromi, appena alterati da lievi rilievi isolati che hanno dato il passo a uno strutturalismo basato su costruzioni, la cui remota radice neoplasticista cercava di risolvere equazioni, sia di purezza che di equilibrio formale. La linea non dice mai la stessa cosa del colore. Ecco che la linea, incurante, si slega e si riannoda dirigendosi verso le aree libere del foglio. Il vuoto è un oggetto, uno spazio, a cui repelle il colore. Qui la linea può solo accostarsi. Quasi si sollevano e appaiono come un sistema cosmico che si espande e il colore insegue. Le immagini sono configurazioni, ciò che inizialmente fu avvistato è trascorso, dall’artista sublimato nell’immagine. Io intravedo in un vedere che è il vedere dell’artista, ciò che di tale visione ha preso forma, assumendo sembianza. Ma è una sembianza astratta. Il mio sguardo sulle cose, consta di molti sguardi. Nel vedere raccolgo ciò che ha mosso l’artista. Ora a ben osservare questo lavoro di Guido Pertusi si noteranno opere che non sono solo pura forma e immagine, ma per via dell’impressione di spazialità aprospettica indotta dai segni-colore, esse assumono anche una consistenza oggettuale, di realtà plastica aggettante. E se protagonista è il segno-colore, spesso anche monocromo, che si connota come presenza, manifestazione, risultato di un’energia interiore, questo segno è l’elemento alfabetico essenziale del suo lessico visivo. Di forte impatto anche le forme plastiche dove Pertusi sperimenta l’assenza del limite, in quanto amplia i confini della percezione che si estendono ad infinitum. L’opera del Pertusi riflette l’inquietudine di uno spirito in continua ricerca. Pertusi enfatizzando un approccio antropologico e visuale, focalizza con veri simboli il percorso artistico su archetipi dell’immaginario, su magie, riti e sfera spirituale, che hanno intriso ormai gran parte delle produzioni artistiche contemporanee. Tra corpi, materie, colore, e volumi, Pertusi decostruisce le categorie del sapere occidentale, in particolare le categorie artistiche del novello postmoderno come la verticalità, la bellezza, l’ordine, il senso e quell’idea generale del continuo progresso delle forme. L’arte raggiunta da Pertusi scopre il velo di un mistero dietro il quale si leggono vecchi enigmi, evocazioni antiche, insondabili atavismi. E’ da mettere in evidenza che la straordinaria arte di Pertusi valga la sua portata europea e nordamericana e la stupefacente forza del suo linguaggio; occorre esprimere e rendere evidente la sua immediata e irresistibile potenza e presenza. La luminosità e l’esaltazione di certi miti storico-culturali come sono visibili in molte sue opere, presentano un approfondimento del tema della vita, la forza, soprattutto, dei simboli germinali. In generale talvolta il tema scompare effondendosi nella comunicazione di un messaggio aperto, di un livello emotivo dove modalità formali non hanno la loro radice nei segni linguistici riconoscibili come fattori comunicativi incorporati in certe forme plastiche che paiono sbocciare dal primo riflesso del mondo elaborato nella coscienza come testimonianza di un processo simboleggiatore. Pur non rompendo l’unità del concetto della sua produzione, le forme del suo lavoro lasciano vedere un potente ritmo delle masse, anche per via di quella espressiva iconografia segnica che si legge prepotentemente. Guido Pertusi è andato sempre di più verso una consustanziazione dell’idea, della speranza e dell’enigma interiore. E’ il passato che diviene presente, si materializza mediante veri simboli che raccolgono le materie, un vento remoto che le circonda, un irresistibile uragano dal quale pare che i miti vogliano tirar via la fortezza del braccio umano che lotta con la materia. Negli interi sviluppi che si snodano da un’analisi lirica dei “ritmi nello spazio” e una certa risonanza di quel disegnare nello spazio unitamente a una problematica dello spazio dei corpi, va cercata quell’impronta invisibile rintracciabile nella materialità delle linee spezzate. E’ in questa descrizione per negativo di qualcosa già esistente che porta all’ispirazione geologica, un’evoluzione che porta al simbolismo dell’umanità, all’immensità della vita organica e della natura, nel grandioso contesto dell’inesauribile divenire. Abbastanza versatile è la produzione di Guido Pertusi che va dalla scultura alla pittura, dal disegno alla grafica, all’installazione; attraversa varie fasi, sviluppa rapporti spaziali concavi-convessi, rilievi coperti di grafici e simboli, forme che in talune opere svelano esperienze della psicologia della “gestalt”. Forme e spazio tra mito e analisi, mettono in evidenza la sua direzione che è neo-plasticista, ove la riduzione cerca la bellezza formale, rivelando una scultura plurima con elementi distinti e in parte mobili in cui i rapporti forma-spazio si integrano in insiemi strutturali. Il suo fare artistico vive per lo più di un infinito vocabolario geometrico, non il solito, e in questo cammino tra l’inserzione nella vita e le aspettative storiche, lascia movimentare la nuova cultura artistica, la marca e lo stile, la poetica e lo styling. E per finire dato che “l’indeterminato” è il fattore essenziale della sua poetica, Guido Pertusi ha approfondito i messaggi della materia, delle materie, il mistero dei segni, le impronte e le ferite del tempo”.

di Francesco Franza

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