Dal 4 maggio inizia la Fase 2: ci si sposta per età e l’orario di lavoro cambia

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Le domande sono multiple e tantissimi sono i dubbi.

Uscite scaglionate per fasce d’età, orari differenziati per l’ingresso a lavoro e test sierologici in grande quantità per mappare la popolazione e tenere sotto controllo il virus.

Queste sono alcune delle ipotesi al vaglio degli esperti per la famosa fase 2, quella in cui l’Italia, superato il punto acuto dell’emergenza Covid-19, uscirà dal lockdown e proverà a tornare alla normalità.

Il 4 maggio è la data concordata, a partire dalla quale i divieti saranno certamente allentati e si programmerà il ritorno in attività di aziende, negozi, liberi professionisti, tenendo in considerazione soprattutto l’età delle persone. Al momento si tratta solo di ipotesi e indiscrezioni, per cui il condizionale è d’obbligo. Ma ciò che è certo è che gli over 70, i più colpiti dall’infezione, saranno gli ultimi ad uscire di casa.

La fase 2 è la più delicata, perché l’R0, l’indice di contagiosità, dovrà essere prossimo allo zero ma rimarrà il rischio di contagio e per questo si dovrà evitare in ogni modo la nascita di nuovi focolai. Anche perché il pericolo che ne scoppino di altri, anche più piccoli, è reale, soprattutto a livello intra-familiare e lavorativo. È probabile, da questo punto di vista, che si decida, laddove non è possibile favorire lo smart working, di scaglionare gli orari di ingresso e di uscita, non solo per evitare assembramenti davanti a fabbriche e uffici, ma anche per alleggerire il carico dei mezzi pubblici, che rischiano di essere il vero anello debole della nuova fase di convivenza con il Coronavirus. 

Al fine di tenere tutto sotto controllo si provvederà a mappare la popolazione con test sierologici e una applicazione con i dati dei cittadini che consenta di monitorare costantemente i loro spostamenti. L’idea, stando alle ultime indiscrezioni, è quella di creare una sorta di archivio telematico che sostituisca l’autocertificazione e in cui si può specificare se il soggetto sia stato già sottoposto a tampone o meno. In questo modo sarà possibile monitorare gli spostamenti delle persone e consentire la ripartenza delle attività, sia pur a scaglioni, ricordando tre regole fondamentali che diventeranno la norma per i prossimi mesi: mantenere sempre il distanziamento di almeno un metro e indossare guanti e mascherine in luoghi pubblici.

Fonte: Fanpage.it

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