Notte di violenza a Milano

Condividi questo contenuto:

E’ un corteo eterogeneo, composto da esponenti della destra estrema, ultras, studenti, imprenditori in difficolta’ e rappresentanti della comunita’ araba, quello che ha attraversato Milano facendo esplodere petardi e molotov e lanciando lacrimogeni. I manifestanti si sono radunati in piazzale Loreto poco prima delle 21 a partire da un appello girato sui social diretto a chi aveva motivi per protestare contro i nuovi provvedimenti restrittivi del Governo per contenere il contagio. Il momento piu’ teso davanti al Palazzo della Regione Lombardia, l’obiettivo prescelto fin dall’inizio secondo le prime valutazioni della Polizia, contro la quale sono stati lanciati pietre, bottiglie e grossi petardi.

Ventotto persone denunciate, tra cui 13 minorenni

Gli agenti hanno presidiato gli ingressi anche attraverso l’uso dei lacrimogeni. Il bilancio, in continua evoluzione, e’ al momento di 28 persone denunciate per danneggiamento e violenza verso pubblico ufficiale e un poliziotto contuso. Di queste 28 persone, 13 sono minorenni. I cittadini denunciati, alcuni con piccoli precedenti di polizia, sono 18 italiani e 10 stranieri di varie nazionalità. La polizia e’ scesa anche nella linea verde della metropolitana, fermata per qualche minuto in direzione Gessate, per cercare alcuni partecipanti ritenuti responsabili dei disordini. Nel corso della traversata per le vie della citta’ conclusa in zona stazione Centrale, dove l’arrivo degli agenti in zona antisommossa ha determinato la dispersione dei partecipanti, sono stati distrutti dehors, rovesciati cassonetti e transenne, spaccati i finestrini di un tram.

Tra i cori lo slogan “Liberta’, liberta’” e insulti contro il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i politici della Regione. Alcuni manifestanti erano incappucciati, altri avevano delle catene tra le mani. Diverse le anime del corteo, alcuni non hanno approvato la deriva violenta. “Sono un titolare di un bar a Vimercate – ha spiegato Matteo all’AGI – sono venuto qua per chiedere un concetto di liberta’ che non e’ rispettato. Non condivido lo scempio, io sto raccogliendo motorini e biciclette per terra, non siamo tutti uguali”. “Sono una studentessa – dice una ragazza di 17 anni – e sono qui per protestare contro i diritti che ci vengono tolti”, mentre Giacomo e Alberto, due giovani di 21 e 18, espongono cosi’ il loro punto di vista: “Lavoriamo in una ditta, finiamo alle 19 e poi cosa facciamo? Dobbiamo chiuderci in casa? Siamo giovani, vogliamo divertirci”. 

I pm verso l’apertura fascicoli

In procura a Milano si valuta l’apertura di un fascicolo per i fatti di ieri sera in corso Buenos Aires, dove alcuni dei circa 300 partecipanti hanno devastato le vie della citta’, dirigendosi poi verso palazzo Lombardia. Dopo le 28 denunce scattate nell’immediato da parte della polizia, i nomi arriveranno in procura con un’informativa e a quel punto si decidera’ per che tipo di reati aprire un’indagine. Lo stesso – da quanto si e’ appreso – accadra’ alla procura presso il Tribunale per i minorenni, visto che sono 13 le persone con meno di 18 anni che sono state denunciate. Anche in questo caso si valuteranno le posizioni per “arrivare a prendere i provvedimenti piu’ opportuni”.

La condanna di Anpi

“Ferma condanna delle violenze scatenate a Milano da circa 400 giovani, ai quali si sono mischiati elementi di estrema destra e del mondo ultras” da parte del presidente dell’Anpi di Milano Roberto Cenati. “Gli attacchi eversivi non sono assolutamente tollerabili” sottolinea. “Una cosa e’ il gravissimo disagio e l’esasperazione provocata in numerosi ceti sociali dalla emergenza sanitaria ed economica, altra – precisa – sono gli attacchi eversivi di gruppi organizzati, come avvenuto in diverse citta’, che partecipano a manifestazioni non autorizzate, lanciando petardi, bombe carta, bottiglie molotov contro le forze dell’ordine, provocando gravi danni a negozi, auto e mezzi parcheggiati nelle strade”

Articolo da Affaritaliani.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *