Secondo Confcommercio vanno riaperti bar e ristoranti anche al chiuso

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In queste ore tiene banco la polemica relativa al coprifuoco dalle 22 alle 5 su tutto il territorio nazionale. Il divieto di uscire di casa se non per necessità, salute o lavoro durante le ore notturne, è sempre più contestato dalla popolazione, con Lega e Fratelli d’Italia decisi più che mai a chiederne il ritiro. Nei giorni scorsi si è espresso anche il consiglio regionale della Lombardia, votando una mozione leghista che ne chiedeva l’abolizione. Come si può notare negli ultimi giorni, questa regola viene sempre meno rispettata; non è raro infatti imbattersi in automobili in giro oltre l’orario, oppure, in persone in giro nelle area della movida Milanese. Per questo motivo è in programma per la serata di sabato 8 maggio una protesta anti coprifuoco intorno alle 22. Si è espressa anche Confcommercio sulla questione del coprifuoco, secondo cui il provvedimento per ridare fiato a bar e ristoranti, più che altro, sarebbe la riapertura dei locali anche al chiuso. Attraverso dei dati sulla limitata crescita di ricavi, la stessa Confcommercio Mi-Lo-Mb, ha fatto notare come il solo slittamento dell’orario di coprifuoco non basterebbe a risollevare le sorti di molte attività; 18 milioni e 600 mila euro nelle tre province in caso di slittamento alle 23, oppure 33 milioni e 600 mila euro in caso di spostamento alle 24. Tuttavia se si associasse lo slittamento alla riapertura delle sale al chiuso, invece, la crescita dei ricavi sarebbe rispettivamente di 109 milioni di euro e 184 milioni di euro; tutti dati sono da intendersi su base mensile.

di Francesco Franza

Fonte Foto: milanodavedere.it

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